SALONI: DOPO GENOVA TOCCA A MONTECARLO

Domani si conclude il Salone Nautico Internazionale di Genova, edizione 57.

Avrei scommesso volentieri sulla buona riuscita del salone in questo 2017, ma tutto ciò che lo ha preceduto non mi ha lasciato molto da scommettere, peccato, avrei vinto e alla grande.

Tante barche, ma soprattutto tanti visitatori dentro e fuori i padiglioni e a bordo delle tante barche di ogni tipo che hanno affollato le banchine della Fiera di Genova. Un bel vedere davvero, uno spettacolo che mancava da troppo tempo. Barche vendute? Beh, gli operatori si dicono soddisfatti, ma il dato più interessante è che sono tornati i diportisti che cercano barche “umane”, quelle che sono realmente alla portata dei più e che rappresentano una linfa vitale per l’intero comparto. Tante novità, alcune delle quali a mio modesto avviso molto interessanti per contenuti tecnici e serietà con cui chi le propone affronta il mercato, in una fase sicuramente nuova. Tra i mezzi che mi hanno davvero stupito ce ne sta uno in particolare che oltre alle sue doti tecniche, davvero molto elevate soprattutto dal punto di vista idrodinamico, porta con sé quello che mi piace considerare un tributo a un grande della storia della nautica moderna, Renato Sonny Levi. Si tratta di un battello pneumatico che si chiama proprio Levi 8,50, dotato di carena disegnata dal grande progettista scomparso di recente e costruito con grande cura e ottimi materiali. Un mezzo raffinato sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda gli accorgimenti estetici e funzionali in coperta, ma al contempo un mezzo che permette al pilota di divertirsi e non poco anche con mare formato. Sempre asciutto anche affrontando le onde in velocità, scafo che non si scompone mai e una manovrabilità elevata sono le sue doti principali, quelle che uscendo in mare ho apprezzato di più facendomi desiderare di rimanere al timone più a lungo.

Tra le altre novità che ho trovato davvero molto interessanti il nuovo motore Suzuki DF350A, un concentrato di tecnologia costruito dal produttore giapponese con la ormai proverbiale attenzione a consumi, pesi, ingombri e affidabilità. Doti che anche in questo nuovo potente fuoribordo i tecnici Suzuki assicurano essere alla base dell’intero progetto.

©Angelo Colombo

Dove ho visto tanto fermento e novità è anche il settore della vela, dove i catamarani si stanno chiaramente ricavando una nicchia di mercato sempre più importante, e non fatico a comprenderne le ragioni, mentre nei monoscafi oltre a nuovi natanti al limite proposti da cantieri come Beneteau, Jeanneau, Dufour, Bavaria, Del Pardo etc. ho visto barche di altissimo livello tecnico e qualitativo proposte da cantieri italiani. Cantiere del Pardo, Advanced Yachts, Italia Yachts tanto per citarne alcuni, hanno esposto delle vere ammiraglie, belle, tecniche, ben fatte e fuori dal coro rispetto la produzione industriale dai grandi numeri di altri cantieri. Non che sia giusta una e sbagliata l’altra, anzi, ma sono sicuramente due cose diverse e fa piacere vedere che siano proprio i cantieri italiani a proporre barche che si collocano in quella stretta nicchia del “top quality” a vela.

Per quanto riguarda le barche a motore ho trovato davvero tanto, compreso un motoscafo prodotto dallo stesso Cantiere del Pardo che già nella vela si è imposto all’attenzione del pubblico, poi gommoni, motoryacht, mezzi veloci, insomma, a Genova è tornata quella nautica variegata che è bello ammirare, conoscere e vivere.

Peccato che anche quest’anno ci sia stata qualche assenza eccellente, una scelta che fatico a comprendere perché forse ho una visione ristretta delle ragioni che la determinano, ma credo che il pubblico italiano che ha raggiunto Genova nei giorni di salone per primo avrebbe apprezzato la presenza di quegli assenti, a mio avviso ingiustificati. Se a questo aggiungiamo il pubblico straniero che ho visto e ascoltato sulle banchine, direi valeva la pena esserci, secondo sempre la mia forse miope visione.

©Angelo Colombo

Anche nel settore degli accessori il movimento è stato tanto, al piano superiore del padiglione B ci sono stati momenti nei quali si faticava a camminare, il che anziché innervosirmi come accade sempre in circostanze simili mi ha fatto piacere.

Ora è il momento del MYS, il Monaco Yacht Show che dal 26 al 30 prende vita nella città monegasca. Qui ci saranno tutti i grandi attori internazionali del mercato dei superyacht e di tutto ciò che in qualche modo ci si lega, quindi tender, accessori di extralusso, servizi etc..

©Angelo Colombo

 

In questo caso mi sembra superfluo fare previsioni sulla riuscita del salone, non ha mai subito flessioni come altre fiere e soprattutto vive in un contesto completamente diverso. Montecarlo è un salone importante per la gran quantità di incontri con designer, progettisti, professionisti, cantieri e agenzie che vi si possono fare nei giorni di fiera, per pianificare il lavoro dell’anno che segue. Questo per me ovviamente, sebbene i tanti yacht presenti sulle banchine siano l’eccellenza della produzione nautica internazionale concentrata per qualche giorno in uno specchio acqueo che quasi fatica a ospitarli tutti. Per questo è un gran salone, permette di visitare yacht straordinari, dove ogni anno si apprezzano evoluzioni tecnologiche interessanti per chi è appassionato, inoltre, progetti che anche dal punto di vista stilistico portano sempre qualcosa di nuovo. Insomma, Montecarlo è il luogo in cui durante il suo salone si accentrano i prodotti nautici più importanti al mondo per dimensioni, valore e tecnologia.

Come non amarlo.

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